Home Page \ Catalogo Prodotti \ DISCHI & CD \ James Pants

James Pants - James Pants

no_image

Sensibilità pop maturata in anni di ascolti onnivori e disordinati iniettata nel corpo di un nerd della musica con un innato istinto weird. Ecco la formula semplice semplice che spiega il talento di James Pants. Un piccolo maverick della suburbia americana che con un paio di mosse giuste a livello di immagine e di comunicazione (magari con la spinta di un hype-setter come Pitchfork) potrebbe benissimo fare sfracelli nel mondo indie/alt/lo-fi eccetera. Innamorato tanto della Motown e del doo-wop quanto della dance solarizzata anni Ottanta e della new-wave più malata, James produce beat, compone, suona e canta praticamente in solitaria; ogni suo disco è una generosa girandola di idee, di invenzioni, di riferimenti, di sovrapposizioni e parallelismi (per cui, per dire, diresti che la notte dorma abbracciato al bulbo di uno degli zii Residents, ma non è mica vero). Questo suo omonimo disco, il terzo propriamente concepito come album, è probabilmente il suo lavoro più compiuto finora, sicuramente il cosiddetto disco della maturità. James prende il power pop e lo infila stropicciato nella buca delle lettere dei Pussy Galore (Beta); si mette a giocare serissimo col soul e trasfigura Sometimes I Don't Know What To Feel (Every Night I Dream); sembra fare il verso agli acusticismi delicati dei Kings Of Convenience (mettendoci sopra la voce glo-izzata di Lucrecia Dalt; Clouds Over Pacific); prende Gates of Steel dei Devo, la rallenta e la ricopre di melma, poi la mette in trasparenza con una baracconata alla Gary Wilson, poi ancora - netta cesura - mette in primo piano basso, batteria e uno sfarfallare di synth in un rockettino anni Cinquanta virato lo-fi (A Little Bit Closer). E via così, con la magia pop a base di umide tastiere Ottanta e carezze grottesche alla Residents di Kathleen (è il nome della moglie), con lo strano western di Body On Elevator, i mesh - appunto - Cinquanta/Ottanta di Darlin' e Alone e il synth sognante, il basso pulsante e scuro e la voce femminile bianca come la luna (sempre la moglie) dello squacio romantico Dreamboat. Nel vostro scaffale 2011, da mettere tra Driver&Driver e Tune-Yards. http://www.sentireascoltare.com/recensione/8537/james-pants-james-pants.html

Genere: NUJAZZ-BROKEN-HEADS
Etichetta: STONES THROW
Anno: 2011
Formato: 2LP
Prezzo: 22.00 €

TORNA alla lista